Il cambiamento non avviene chiedendo il permesso; casomai chiedendo scusa, dopo.
Seth Godin, Tribù
Ubriachiamoci di Vita
Non fu l'Amore, No.....
Furono i Sensi, nati pel culto del Sogno
E l'atto rapido, inconsulto, ci parve fonte di Misteri Immensi
Quando saremo due
saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come dente di latte ed il suo secondo
saremo due come le acque
le dolci e le salate
come i cieli, del giorno e della notte
due come sono i piedi, gli occhi, i reni
come i tempi del battito
i colpi del respiro
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente
Quando saremo due,
nessuno sarà uno
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso
sabato 29 ottobre 2011
venerdì 28 ottobre 2011
Rimango sempre di stucco davanti alla libertà delle donne. Noi le vediamo come esseri subalterni, ci divertiamo alle loro futilità, le cambiamo quando ormai sono sciupate, e ognuna di loro è capace di coglierci alla sprovvista, stendendoci davanti vastissimi campi di libertà, come se sotto alla loro obbedienza, un’obbedienza che sembra cercare se stessa, costruissero le mura di un’indipendenza rude e illimitata. Dinanzi a queste mura noi, che credevamo di sapere tutto dell’essere inferiore che a poco a poco abbiamo addomesticato o abbiamo trovato addomesticato, ci ritroviamo disarmati, inesperti e spaventati: quel cagnolino che tanto volenterosamente si rotolava per terra, sulla schiena, mostrando il ventre, d’un balzo si mette in piedi, fremente d’ira, e all’improvviso i suoi occhi ci sono estranei, occhi profondi, sfuggenti e ironicamente indifferenti. Quando i poeti romantici dicevano (o dicono ancora) che la donna è una sfinge, avevano ragione, che Dio li benedica. La donna è la sfinge, e dev’esserlo, perché l’uomo si è impadronito di ogni conoscenza, di ogni sapere, di ogni potere. Ma tale è la fatuità dell’uomo che alla donna è bastato erigere in silenzio i muri dell’ultimo rifiuto perché lui, sdraiato all’ombra, quasi fosse sdraiato sotto una penombra di palpebre obbedienti, potesse dire, convinto: «Non c’è niente al di là di questa parete»
José Saramago — Manuale di pittura e calligrafia
José Saramago — Manuale di pittura e calligrafia
giovedì 27 ottobre 2011
La vita dell'uomo è fondata sulla scelta, sulla decisione tra possibilità diverse.
Le possibilità caratterizzano l'esistenza della persona umana.
La vita dell’animale è determinata dalle caratteristiche della specie a cui appartiene, corre sui binari della necessità.
Invece, la vita dell’uomo non è già prefissata, non è guidata dall’istinto, ma è segnata dalla possibilità di scegliere, cioè dal libero arbitrio.
Nell’esistenza umana nulla è necessario: tutto è possibile.
E' l'OUT-OUT ...................................S.Kierkegaard
Le possibilità caratterizzano l'esistenza della persona umana.
La vita dell’animale è determinata dalle caratteristiche della specie a cui appartiene, corre sui binari della necessità.
Invece, la vita dell’uomo non è già prefissata, non è guidata dall’istinto, ma è segnata dalla possibilità di scegliere, cioè dal libero arbitrio.
Nell’esistenza umana nulla è necessario: tutto è possibile.
E' l'OUT-OUT ...................................S.Kierkegaard
mercoledì 26 ottobre 2011
Io sono Io sei
Io è
Io siamo
Io siete
Io sono
Se vuoi sopravvivere devi imparare a coniugare il verbo essere in questo modo.
Non è facile, a volte farlo ti costa un po’, non basta ripeterselo per 1 10 100 1000 volte fino a tatuarselo sull’anima, bisogna crederci, la cosa più difficile è crederci.
E quando ci sei riuscito puoi fare il passo seguente, imparando a coniugare il verbo amare per non limitarsi a sopravvivere, per avere successo, di modo che siano i tuoi desideri a imporre alla realtà il modo in cui dovrà evolversi.
Io mi amo
Tu mi ami
Egli mi ama
Noi mi amiamo
Voi mi amate
Essi mi amano
Juan Boniela in Io sono, io sei, io è.
Io è
Io siamo
Io siete
Io sono
Se vuoi sopravvivere devi imparare a coniugare il verbo essere in questo modo.
Non è facile, a volte farlo ti costa un po’, non basta ripeterselo per 1 10 100 1000 volte fino a tatuarselo sull’anima, bisogna crederci, la cosa più difficile è crederci.
E quando ci sei riuscito puoi fare il passo seguente, imparando a coniugare il verbo amare per non limitarsi a sopravvivere, per avere successo, di modo che siano i tuoi desideri a imporre alla realtà il modo in cui dovrà evolversi.
Io mi amo
Tu mi ami
Egli mi ama
Noi mi amiamo
Voi mi amate
Essi mi amano
Juan Boniela in Io sono, io sei, io è.
martedì 25 ottobre 2011
L'ultima cosa che scrivo per te,
L'ultima cosa che scrivo per te, a chiederti come sarebbe stato se tu avessi lasciato aperte quelle mani, se tu avessi lasciata aperta la tua vita con le cure e premure che un mondo in miniatura ha bisogno di dare per avere e non di avere per ridare. L'ultima, un po' come la prima a immaginare come sarai domani, con chi sarai e chi avrai accanto quando arriverà Natale e imbarazzata e felice scarterai la vita di chi vuoi, senza bugie in scatola.
L'ultima cosa che scrivo per te, immaginando con chi rivendicherai il diritto di respirare con l'anima e di offrire per pasto il tuo respiro, essendo gentile per il solo gusto di cucinare progetti e condirli con scintille di rose e biancospini, perché l'amore non è mai un dovere ma il diritto di dare anche senza avere.
Con chi progetterai il giro del mondo in una mano, mentre lo guarderai negli occhi e ti accorgerai che non sempre si smette di sorridere perché si è tristi, a volte è semplicemente il preludio incantevole di un bacio e che non sempre è necessario spostarsi per fare un viaggio insieme. A chi regalerai le tue mani sulla schiena, quel calore che il tuo cuore nasconde e non sa di possedere se non nell'intervallo delle extrasistole di un momento, subito messo a tacere smettendo di bere emozioni.
E a chi confesserai le tue vere paure, confortata dal fatto che chi ti ama le fragilità le protegge e le difende, non le usa per flagellare episodi e ricordi che ti hanno portato ad essere così.
L'ultima cosa che scrivo per te per sapere se un giorno tornerai a guardarmi come hai fatto una volta, coinvolta dall'impulso di vivermi anche da vicino, se proverai per una volta la mia stessa fatica nel lasciare andare le persone che amo e nonostante ciò farmi discreto in un angolo del pensiero per osservare soltanto, senza più interferire con i passi del domani. L'ultima cosa che scrivo per te per ricordarti i danni che fa la prudenza ma anche la dura e cruda resistenza di alcune parole bastarde che quando hanno fretta escono e impiccano le buone maniere, e travolgono la dolcezza e sporcano le unghie del dubbio, creando pretesti buoni per andar via.
L'ultima cosa che scrivo per te, per dirti che l'autostima è una di quelle poche cose che si costruisce mattone su mattone, non ci viene data in eredità.Non è una sfarzosa casa di lusso con piscina ma nemmeno una baracca da farci demolire dai picconi altrui.Per dirti che con te avrei piantato la radice dell'anima nel nostro giardino e lasciato filtrare l'aria dalla finestra, con la mia incoscienza e la tua umiltà edificate su piccoli sogni spericolati, per dare vita a dei giorni più grandi e fare entrare in una fessura tutto il cielo. L'ultima cosa che scrivo per te per dirti che dentro a queste mie dita avevi le tue possibilità e con i miei foglietti ci farò un aeroplano di carta, perché costruire sogni non è difficile, è abitarli che richiede pulizia, troppe ragnatele alle pareti spingono all'abbandono dei luoghi emozionali. L'ultima cosa che scrivo per dirti che quando ti diranno che non puoi fuggire da quel che sei non sarà necessario che tu ci creda. Potrai continuare a fuggire per sempre, poggiarti un attimo e subito andare, perché si può anche scappare dalla vita per la vita e rincorrere illusioni di salvezza.L'unica cosa che posso assicurarti è che così non sarai mai felice e che dopo non ci sarà nessuna scialuppa di salvataggio.Il paradiso è soltanto un sostantivo, per renderlo vivo dobbiamo fissarlo nell'anima.
Ma magari non avrai nemmeno tutti quei rimpianti, perché quello è il modo che avrai scelto per non soffrire mai. Ti sarai risparmiata un bel po' di dolore, quel dolore che prende alle ossa, ma non avrai mai nemmeno imparato a fare le capriole con l'amore, e questo è un gran peccato.
Non è che ti sarai sbrigata a vivere, la vita ci pensa già da sola ad andare in fretta, per complice ha il suo nemico tempo.Però avresti potuto guardarlo negli occhi il nostro incontro.Impresse sulle retine ci sono le resurrezioni degli sguardi che non dimentichi mai.Ogni giorno che passa qualcosa si rompe, s'infrange su muri invisibili, su barriere emotive.Forziamo i divieti di accesso e cavalchiamo incomprensioni per non perdere tempo.
L'ultima cosa che scrivo per dirti che la vita il tempo può farselo amico e mi ha svelato un segreto che tu già sai.Il tempo vuol pranzare e chiacchierare, vuol fermarsi, respirare, dimenticare il suo compito inesorabile per un attimo.E quel cancello al bello della mente si apre d'improvviso, dà accesso all'immortalità, per un attimo.Ci si passa per caso, magari, ma ti pianta nell'anima un odore che non dimenticherai più.
Ma se perfino l'eternità ha una scadenza oggi, nell'ultima cosa che scrivo per te comunque ti chiedo :
- Daresti un calcio alla luna?
MASSIMO BISOTTI
sabato 22 ottobre 2011
Mi piacciono le donne che sanno le cose e sanno quando non dirle, perché in quel momento è poco importante.
Mi piacciono le donne che sanno conoscersi e conoscerti senza sbatterti in faccia anche le presunzioni della verità.
Quelle che decidono che quello che sono è più importante di quel che tu vorresti fargli credere ...che sia, e invertono il senso di marcia alla tua corsa, abbassando lo sguardo con quell’umile sicurezza, e per questo ti ci siedi accanto.
Quelle che quando le guardi negli occhi ti fanno capire che sei ancora vivo. Quelle che sai che le devi proteggere e in un ossimoro ti fanno sentire al sicuro.
Quelle che anche quando non ci sono ci sono, perché anche lo sbatter d’ali di una farfalla lontana ti si posa sulla schiena, alleggerendo la fatica di un attimo.
Mi piacciono le donne che quando ti ammali di silenzi ti curano le parole e ti fanno uscire le nuvole dall’alito, insieme alle bugie e ai sensi di colpa, t’insegnano una lingua nuova. Mi piacciono le donne che fanno uso di stupefacenti emotivi senza mai aver assunto sostanze tossiche.
Quelle che ti scippano il tempo senza che te ne accorgi e se te ne accorgi ti prendono in giro dolcemente da farsi regalare un altro giro sulla luna.
Quelle che non sono nobili o snob ma che hanno l’eccellenza blu della modestia nel sangue, arrivano nei bassifondi a prendersi la tua vita. Quelle che non vanno controcorrente perché fa moda ma hanno la moda nel respiro e l’anima vintage.
Quelle che hanno gli occhi come un caleidoscopio e in tutta quella confusione riesci a guardarci dentro e scorgerci la coccinella del futuro. Quelle che ti sfiniscono perché gli piace fare l’amore e senti che il momento del loro orgasmo mentale è quando vieni tu, e poi ti chiedono di restare. E ti fanno sentire come un animale libero tu e la tua liquida indecenza sul loro corpo, rinato dalle tue spasmodiche emozioni.
Quelle che non sanno cucinare ma ti montano l’anima chiara e fanno dolce il tuo sorriso dopo uno scuro pomeriggio.
Quelle imperfette che sanno rendere perfetto il volo delle tue imperfezioni. Quelle che lasciano che a parlare sia il tuo respiro.
Quelle che non ti prestano il loro corpo e ti regalano e ti scopano l’anima.
Quelle che gli tocchi un punto che non ha mai toccato nessuno, con la punta estrema dei tuoi pensieri, dei tuoi sogni, dei tuoi sbagli arrugginiti con il tetano fra la polvere e tu gli piaci così, non ti vogliono cambiare. Quelle che giocano la tua partita pur continuando a giocare anche la loro.
Quelle che quando gli sposti i capelli dal viso ti si apre il sipario sul mondo e spalancano i tuoi limiti come finestre sull’infinito.
Quelle che sono così belle che non ti vergogni a tenergli la mano mentre cammini per strada, perché ti camminano già nude nei labirinti dell’anima.
Quelle che giocano con i tuoi battiti ma non con il tuo cuore. Quelle che ti sembrano comete, come te.
MASSIMO BISOTTI
Mi piacciono le donne che sanno conoscersi e conoscerti senza sbatterti in faccia anche le presunzioni della verità.
Quelle che decidono che quello che sono è più importante di quel che tu vorresti fargli credere ...che sia, e invertono il senso di marcia alla tua corsa, abbassando lo sguardo con quell’umile sicurezza, e per questo ti ci siedi accanto.
Quelle che quando le guardi negli occhi ti fanno capire che sei ancora vivo. Quelle che sai che le devi proteggere e in un ossimoro ti fanno sentire al sicuro.
Quelle che anche quando non ci sono ci sono, perché anche lo sbatter d’ali di una farfalla lontana ti si posa sulla schiena, alleggerendo la fatica di un attimo.
Mi piacciono le donne che quando ti ammali di silenzi ti curano le parole e ti fanno uscire le nuvole dall’alito, insieme alle bugie e ai sensi di colpa, t’insegnano una lingua nuova. Mi piacciono le donne che fanno uso di stupefacenti emotivi senza mai aver assunto sostanze tossiche.
Quelle che ti scippano il tempo senza che te ne accorgi e se te ne accorgi ti prendono in giro dolcemente da farsi regalare un altro giro sulla luna.
Quelle che non sono nobili o snob ma che hanno l’eccellenza blu della modestia nel sangue, arrivano nei bassifondi a prendersi la tua vita. Quelle che non vanno controcorrente perché fa moda ma hanno la moda nel respiro e l’anima vintage.
Quelle che hanno gli occhi come un caleidoscopio e in tutta quella confusione riesci a guardarci dentro e scorgerci la coccinella del futuro. Quelle che ti sfiniscono perché gli piace fare l’amore e senti che il momento del loro orgasmo mentale è quando vieni tu, e poi ti chiedono di restare. E ti fanno sentire come un animale libero tu e la tua liquida indecenza sul loro corpo, rinato dalle tue spasmodiche emozioni.
Quelle che non sanno cucinare ma ti montano l’anima chiara e fanno dolce il tuo sorriso dopo uno scuro pomeriggio.
Quelle imperfette che sanno rendere perfetto il volo delle tue imperfezioni. Quelle che lasciano che a parlare sia il tuo respiro.
Quelle che non ti prestano il loro corpo e ti regalano e ti scopano l’anima.
Quelle che gli tocchi un punto che non ha mai toccato nessuno, con la punta estrema dei tuoi pensieri, dei tuoi sogni, dei tuoi sbagli arrugginiti con il tetano fra la polvere e tu gli piaci così, non ti vogliono cambiare. Quelle che giocano la tua partita pur continuando a giocare anche la loro.
Quelle che quando gli sposti i capelli dal viso ti si apre il sipario sul mondo e spalancano i tuoi limiti come finestre sull’infinito.
Quelle che sono così belle che non ti vergogni a tenergli la mano mentre cammini per strada, perché ti camminano già nude nei labirinti dell’anima.
Quelle che giocano con i tuoi battiti ma non con il tuo cuore. Quelle che ti sembrano comete, come te.
MASSIMO BISOTTI
venerdì 14 ottobre 2011
Sveglia!
Per tutti arriva un momento in cui bisogna smettere di addurre come scusa la propria ignoranza e capire da soli cosa serve per andare avanti.
Forza!
Fai attenzione. Guardati attorno, osserva cosa fanno gli altri e cerca di capire cosa funziona e cosa no.
È un po’ come quella vecchia storiella: un tale va dal dottore e dice: “Mi fa male quando faccio questo movimento.”
E il dottore risponde:“Allora non lo faccia.”
A un certo punto devi renderti conto che il tuo atteggiamento ti sta danneggiando e che è ora di smetterla!
Larry Winget
Per tutti arriva un momento in cui bisogna smettere di addurre come scusa la propria ignoranza e capire da soli cosa serve per andare avanti.
Forza!
Fai attenzione. Guardati attorno, osserva cosa fanno gli altri e cerca di capire cosa funziona e cosa no.
È un po’ come quella vecchia storiella: un tale va dal dottore e dice: “Mi fa male quando faccio questo movimento.”
E il dottore risponde:“Allora non lo faccia.”
A un certo punto devi renderti conto che il tuo atteggiamento ti sta danneggiando e che è ora di smetterla!
Larry Winget
giovedì 13 ottobre 2011
sempre più pallide, prima di diventare del colore delle stelle. Jamie osservava tutto in silenzio, con il mio braccio saldamente stretto intorno a lei e il suo respiro debole e affaticato.
Quando infine il cielo divenne nero e le prime stelle cominciarono a brillare remote, l'abbracciai. La baciai teneramente sulle guance e infine sulla bocca.
"Questo", le dissi, "è quello che provo per te".
Il vero Amore ti può cambiare la vita!
Lascia che sia il cuore a condurre i tuoi passi.
Sai che è Amore quando tutto quello che vuoi è trascorrere il tempo con una persona e per qualche motivo intuisci che anche per lei è lo stesso.
Nicholas Sparks
mercoledì 12 ottobre 2011
Si promisero pazienza quando era facile cedere alla fretta,
sincerità quando era più facile mentire e
a modo loro
riconobbero entrambi il fatto che
il vero impegno reciproco poteva essere dimostrato
soltanto con il passare del tempo...
Ricordo che pensai che erano i passi più difficili che nessuno avesse mai intrapreso, ma erano soprattutto i passi dell'Amore...
-- Nicholas Sparks
- “Non è tutto bianco o nero Larry.”
- Oh, sì che lo è. Smettila di berti la storia che la vita non è bianca o nera.
Inizia a pensare in termini assoluti di mettere ordine nella tua vita e scoprirai che è molto più facile. ...........
Larry Winget
- Oh, sì che lo è. Smettila di berti la storia che la vita non è bianca o nera.
Le cose sono giuste o sbagliate, buone o cattive, bianche o nere!!!
Smettila di razionalizzare il tuo comportamento stupido parlando di sfumature. Quando si trovano alle prese con una risposta che non vogliono dare, le persone dicono sempre: “È questione di sfumature.” Non esistono sfumature. Inizia a pensare in termini assoluti di mettere ordine nella tua vita e scoprirai che è molto più facile. ...........
Larry Winget
Forse non sei tu la persona giusta per me', ma probabilmente quella giusta accanto a me' non l'avrei sopportata, perché se non ti avessi mai vista non avrei questi occhi, se non ti avessi incontrata non sarei me', e soltanto se ci accompagna l'amore non ci farà più paura la notte.
Se tu non mi avessi mai incontrato non saresti stata tu e senza quest'incontro questa qua non sarebbe stata poi davvero la nostra vita.
Perché se qualcosa è, è perché dev'essere.
E di questo fottutissimo equilibrio che ho rincorso da una vita me ne frego e sai perché? Perché sono appeso ai miei disequilibri, perché mi mancherà sempre la terra sotto ai piedi, perché starò sempre un po' lassù fra le nuvole e per molti questo non è sinonimo di saggezza. Ma io non voglio essere saggio, voglio essere felice. La saggezza è aver tutto perfettamente incanalato, persino i sogni nei cassetti, belli lì messi in fila come dei calzini, li tiri fuori uno ad uno. Beh, questa cosa mi dà i brividi, gli unici brividi che detesto, quelli che evito. Io non sono vittima dell'ordine mentale, sono padrone del mio caos, ma in tutto questo mio disordine ci trovo spesso te. Mi salti fuori d'improvviso e anche se mi hai deluso come anch'io ho deluso te, perché nessuno è immune dalle delusioni, le meraviglie di alcuni pensieri prendono sempre il sopravvento nei miei cassetti. Li lascio aperti, sfido la polvere, a volte spremo il tubetto del dentifricio a metà e non mi sembra un crimine. Perché la perfezione non esiste e non esiste nemmeno nei piccoli gesti quotidiani. L'amore è rispetto, è rispettare le differenze. Non ho abitudini, prendo il caffè sempre in bar differenti, sono incollato solo alla mia anima e un po' alla tua, visto che la porto con me' ovunque io vada e le racconto quel che vedo, anche se tu non lo sai.
Un giorno lo saprai, un giorno molto lontano sarà lei a raccontarti d'improvviso tutto quello che non ti ho mai detto, tutto quello che ho visto e che avremmo potuto vedere insieme, io che parlo troppo, che sbaglio le intenzioni senza averne di cattive, che ogni cosa che ho fatto l'ho fatta pensando a darti gioia, mettendo in conto il fatto di non riceverne più in dono dalle tue mani.
Ma avrei cambiato tempo al tempo per starti ancora accanto. E se questo non basta non importa. Sono i luoghi interiori che richiedono pulizia, ci chiedono di sgombrare tutte quelle ragnatele emozionali. Perché a cambiare fuori si può, casa, città, forse pianeta. E' dentro che non si cambia mai del tutto. Perché non si sbircia nel cuore delle persone per curiosità ma per capire chi sono veramente. E vedi, non per questo, perché tu sei diversa io ti vedo peggiore.
Forse perché da piccolo saltavo sulle mattonelle del parco condominiale senza toccare mai i bordi e ogni tanto sorrido e mi viene di farlo ancora. Forse perché io resterò squilibrato con amore. Mi fa meno paura che avere un cuore in ordine che non si perde mai_
Se tu non mi avessi mai incontrato non saresti stata tu e senza quest'incontro questa qua non sarebbe stata poi davvero la nostra vita.
Perché se qualcosa è, è perché dev'essere.
E di questo fottutissimo equilibrio che ho rincorso da una vita me ne frego e sai perché? Perché sono appeso ai miei disequilibri, perché mi mancherà sempre la terra sotto ai piedi, perché starò sempre un po' lassù fra le nuvole e per molti questo non è sinonimo di saggezza. Ma io non voglio essere saggio, voglio essere felice. La saggezza è aver tutto perfettamente incanalato, persino i sogni nei cassetti, belli lì messi in fila come dei calzini, li tiri fuori uno ad uno. Beh, questa cosa mi dà i brividi, gli unici brividi che detesto, quelli che evito. Io non sono vittima dell'ordine mentale, sono padrone del mio caos, ma in tutto questo mio disordine ci trovo spesso te. Mi salti fuori d'improvviso e anche se mi hai deluso come anch'io ho deluso te, perché nessuno è immune dalle delusioni, le meraviglie di alcuni pensieri prendono sempre il sopravvento nei miei cassetti. Li lascio aperti, sfido la polvere, a volte spremo il tubetto del dentifricio a metà e non mi sembra un crimine. Perché la perfezione non esiste e non esiste nemmeno nei piccoli gesti quotidiani. L'amore è rispetto, è rispettare le differenze. Non ho abitudini, prendo il caffè sempre in bar differenti, sono incollato solo alla mia anima e un po' alla tua, visto che la porto con me' ovunque io vada e le racconto quel che vedo, anche se tu non lo sai.
Un giorno lo saprai, un giorno molto lontano sarà lei a raccontarti d'improvviso tutto quello che non ti ho mai detto, tutto quello che ho visto e che avremmo potuto vedere insieme, io che parlo troppo, che sbaglio le intenzioni senza averne di cattive, che ogni cosa che ho fatto l'ho fatta pensando a darti gioia, mettendo in conto il fatto di non riceverne più in dono dalle tue mani.
Ma avrei cambiato tempo al tempo per starti ancora accanto. E se questo non basta non importa. Sono i luoghi interiori che richiedono pulizia, ci chiedono di sgombrare tutte quelle ragnatele emozionali. Perché a cambiare fuori si può, casa, città, forse pianeta. E' dentro che non si cambia mai del tutto. Perché non si sbircia nel cuore delle persone per curiosità ma per capire chi sono veramente. E vedi, non per questo, perché tu sei diversa io ti vedo peggiore.
Forse perché da piccolo saltavo sulle mattonelle del parco condominiale senza toccare mai i bordi e ogni tanto sorrido e mi viene di farlo ancora. Forse perché io resterò squilibrato con amore. Mi fa meno paura che avere un cuore in ordine che non si perde mai_
Massimo Bisotti
martedì 11 ottobre 2011
Ti hanno messa fra i sortilegi dell'anima che non svaniscono nell'aria, nel tempo, nella distruzione dei giorni inesorabili, e negli attimi tesi a diventare ieri.
Ti hanno messa al centro del mio petto, un po' spostata, in quella parte sinistra dove si sente il cuore.
Ti hanno messa dove il vento ti somiglia e così mentre tendo la mano ...fuori dal finestrino, superando i limiti di velocità delle mie emozioni ti assorbo come la spugna di un brivido che ti gocciola anima e si espande come un folle virus da cui non vuoi guarire perché stai più male quando non c'è. Ti hanno messa appesa alle mie ciglia e in ogni sbattere di palpebre mi tocco l'occhio per toccarti e sei lacrime liquide di vera, profonda, incredibile commozione animale e orgasmo mentale.
Ti hanno messa nel tratto della mia penna, veloce, selvatica, la conduci implacabile a scrivere di te e poi zitta, si ferma, immobile, ipertensione di desideri che non riesco più a gestire, tanto sono aggrappati alla pelle da non volersi staccare.
Ti hanno messa sulle mie labbra e la mia lingua impara un senso che non conosce, sentire ancora il tuo gusto, il tuo odore......
Ti hanno messa a dormire la mia notte, a svegliare il mio giorno, a intrecciare e sfaldare pensieri e bisogni, ricucirli di nuovo con quell'ago del cielo che definisce i contorni perfetti dei tuoi sogni.
Ti hanno messa persino dentro a una preghiera che non so cosa sia e con te ho scoperto, rivolgendomi a un bacio, a mio padre, a una lettera, alle leggi non scritte che solo il cuore conosce.
Ti hanno messa dove il sospiro dell'unico paradiso che riconosco è il fruscio del tuo corpo che si muove e la mia perdita di gravità .
Ti voglio comprare un desiderio al mercato dei sogni.
Mi hanno messo lì apposta_
Ti hanno messa al centro del mio petto, un po' spostata, in quella parte sinistra dove si sente il cuore.
Ti hanno messa dove il vento ti somiglia e così mentre tendo la mano ...fuori dal finestrino, superando i limiti di velocità delle mie emozioni ti assorbo come la spugna di un brivido che ti gocciola anima e si espande come un folle virus da cui non vuoi guarire perché stai più male quando non c'è. Ti hanno messa appesa alle mie ciglia e in ogni sbattere di palpebre mi tocco l'occhio per toccarti e sei lacrime liquide di vera, profonda, incredibile commozione animale e orgasmo mentale.
Ti hanno messa nel tratto della mia penna, veloce, selvatica, la conduci implacabile a scrivere di te e poi zitta, si ferma, immobile, ipertensione di desideri che non riesco più a gestire, tanto sono aggrappati alla pelle da non volersi staccare.
Ti hanno messa sulle mie labbra e la mia lingua impara un senso che non conosce, sentire ancora il tuo gusto, il tuo odore......
Ti hanno messa a dormire la mia notte, a svegliare il mio giorno, a intrecciare e sfaldare pensieri e bisogni, ricucirli di nuovo con quell'ago del cielo che definisce i contorni perfetti dei tuoi sogni.
Ti hanno messa persino dentro a una preghiera che non so cosa sia e con te ho scoperto, rivolgendomi a un bacio, a mio padre, a una lettera, alle leggi non scritte che solo il cuore conosce.
Ti hanno messa dove il sospiro dell'unico paradiso che riconosco è il fruscio del tuo corpo che si muove e la mia perdita di gravità .
Ti voglio comprare un desiderio al mercato dei sogni.
Mi hanno messo lì apposta_
http://www.odiofacebook.net/
Chi non conosce Facebook? Ormai quasi nessuno visto il successo a livello planetario. Ma, a quanto sembra, iniziano a essere in molti a non aver mai voluto conoscerlo. Qualcuno ha anche commentato:”maledetto il giorno che ne ho sentito parlare!”. Sono tutte le “vittime” della gelosia scatenata principalmente dalla visione di foto, per così dire, sospette di ex-fidanzate ed ex-fidanzati del proprio attuale partner che appaiono in bella mostra nella pagina personale.
Tutto questo basta per scatenare dubbi, sospetti, gelosie che mettono a serio rischio il rapporto.
È successo a molti. L’ultimo episodio di cui si è a conoscenza è quello che ha coinvolto la studentessa americana Alice Kellgren-Connors che è stata “beccata” dal suo attuale fidanzato apparire in una foto con un altro uomo. Stando a quanto da lei dichiarato, era solo un amico… che però la stava baciando sulla guancia. Tanto è bastato per scatenare il sospetto. I due si sono incontrati per discutere della cosa e anche se dichiarano di avere fiducia reciproca, ora lui è sempre sul chi vive e tormentato dal dubbio. Un’altra coppia poi si è divisa dopo che lei ha scoperto che il suo ragazzo nel profilo personale su Facebook aveva scritto “single”. Ma gli episodi riportati dalla stampa internazionale sono ormai moltissimi. Il Social network è diventato non solo una “copertina” per se stessi, ma anche un modo per ritrovare vecchie amicizie, compagni di scuola o di lavoro ma, ahimè, come accennato, anche vecchie fiamme e persone che cercano di attaccare bottone, non tutte animate da buone intenzioni.
Secondo la dr.ssa Amy Muise, del dipartimento di psicologia dell’Università di Guelph in Canada, Facebook pare abbia il potere di scatenare la gelosia anche quando questa non c’era prima. Proprio per suffragare queste sue ipotesi, la dr.ssa Muise ha condotto uno studio in cui ha coinvolto 308 studenti – di cui tre quarti femmine – tutti iscritti a Facebook, per vedere l’impatto del Social network sui rapporti. Così, alla fine, non sono solo le foto di “ex” a scatenare i sospetti e le gelosie, ma anche i commenti (a volte “pesanti” e insinuatori), le richieste d’amicizia, gli inviti… e poi anche il fatto che tutti sanno tutto di tutti. E allora via a comportamenti che mai ci si sarebbe sognati di adottare: s’inizia a tenere d’occhio in tutti i modi il/la partner, si sfogliano le pagine e si cercano tutti i link per trovare informazioni che confermino o smentiscano eventuali sospetti. Insomma, da aggregatore, il Social network potrebbe trasformarsi suo malgrado in separatore. Lo studio è stato pubblicato su “CyberPsychology & Behaviour”.
Fonte:http://www.odiofacebook.net/amore/17-08-2009/facebook-causa-di-flirt-e-liti.html#more-495

Tutto questo basta per scatenare dubbi, sospetti, gelosie che mettono a serio rischio il rapporto.
È successo a molti. L’ultimo episodio di cui si è a conoscenza è quello che ha coinvolto la studentessa americana Alice Kellgren-Connors che è stata “beccata” dal suo attuale fidanzato apparire in una foto con un altro uomo. Stando a quanto da lei dichiarato, era solo un amico… che però la stava baciando sulla guancia. Tanto è bastato per scatenare il sospetto. I due si sono incontrati per discutere della cosa e anche se dichiarano di avere fiducia reciproca, ora lui è sempre sul chi vive e tormentato dal dubbio. Un’altra coppia poi si è divisa dopo che lei ha scoperto che il suo ragazzo nel profilo personale su Facebook aveva scritto “single”. Ma gli episodi riportati dalla stampa internazionale sono ormai moltissimi. Il Social network è diventato non solo una “copertina” per se stessi, ma anche un modo per ritrovare vecchie amicizie, compagni di scuola o di lavoro ma, ahimè, come accennato, anche vecchie fiamme e persone che cercano di attaccare bottone, non tutte animate da buone intenzioni.
Secondo la dr.ssa Amy Muise, del dipartimento di psicologia dell’Università di Guelph in Canada, Facebook pare abbia il potere di scatenare la gelosia anche quando questa non c’era prima. Proprio per suffragare queste sue ipotesi, la dr.ssa Muise ha condotto uno studio in cui ha coinvolto 308 studenti – di cui tre quarti femmine – tutti iscritti a Facebook, per vedere l’impatto del Social network sui rapporti. Così, alla fine, non sono solo le foto di “ex” a scatenare i sospetti e le gelosie, ma anche i commenti (a volte “pesanti” e insinuatori), le richieste d’amicizia, gli inviti… e poi anche il fatto che tutti sanno tutto di tutti. E allora via a comportamenti che mai ci si sarebbe sognati di adottare: s’inizia a tenere d’occhio in tutti i modi il/la partner, si sfogliano le pagine e si cercano tutti i link per trovare informazioni che confermino o smentiscano eventuali sospetti. Insomma, da aggregatore, il Social network potrebbe trasformarsi suo malgrado in separatore. Lo studio è stato pubblicato su “CyberPsychology & Behaviour”.
Fonte:http://www.odiofacebook.net/amore/17-08-2009/facebook-causa-di-flirt-e-liti.html#more-495
L’ultima moda di Facebook? Abbandonare Facebook
E’ ancora il social network più usato d’Italia (e del mondo), ma c’è già chi se ne sta tirando fuori. Lasciare Facebook può sembrare un gesto di puro snobismo, ma i motivi sono spesso ben diversi
Che l’esplosione di Facebook sia solo una faccenda temporanea e che presto o tardi verrà sostituito da qualcosa di più nuovo (com’è già successo negli ultimi anni a MySpace, Friendster e compagnia bella) non è un segreto per nessuno. Anzi, fa parte del gioco e c’è sempre una killer application pronta a scalzarne un’altra dal trono.
Per ora da noi (e nel resto d’Europa e USA) il social network di Mark Zuckerberg va ancora alla grande, ma forse è proprio a causa di questo enorme successo che ci sono molte voci avverse.
Non stiamo parlando di chi si preoccupa per l’annoso problema della privacy (ne abbiamo parlato ad esempio qui) o di chi si scandalizza per i gruppi razzisti o pro-mafia, ma di chi semplicemente si tira fuori da Facebook perché non ce la fa più.
Troppi contatti che, invece di essere amici, sono – se va bene – vaghe conoscenze; troppi inviti a eventi o gruppi che intasano la casella di posta elettronica. E qualche volta, impossibile escluderlo, quel pizzico di snobismo che può venire naturale quando si decide di uscire dal sito più popolato – e proprio per questo meno esclusivo – d’Italia.
Troppi contatti che, invece di essere amici, sono – se va bene – vaghe conoscenze; troppi inviti a eventi o gruppi che intasano la casella di posta elettronica. E qualche volta, impossibile escluderlo, quel pizzico di snobismo che può venire naturale quando si decide di uscire dal sito più popolato – e proprio per questo meno esclusivo – d’Italia.
Paradossalmente Facebook è talmente “in” che cancellare definitivamente il proprio profilo diventa ancora più “in”.
In compenso c’è anche chi si professa nemico di Facebook fin dalla prima ora e per questo non si è mai sognato di creare un proprio profilo utente: esiste addirittura il blog Odio Facebook, che riporta notizie sui possibili danni creati da un utilizzo negativo del social network o dallo strapotere di chi lo gestisce.
Fra le varie testimonianze online di chi ha già abbandonato Facebook sono in pochi, però, a dichiarare di averlo fatto per principio: la motivazione principale è spesso la perdita di tempo che esso genera. Riassume bene questo concetto una persona che di tempo libero deve averne ben poco, ovvero Daria Bignardi, che sul suo blog scrive:
Addio, cari amici di Facebook: vi voglio bene, ma vi devo lasciare
Addio monti, non ce la faccio più. Devo lasciarvi, forse ci rivedremo di tanto in tanto, ma senza impegno, senza promesse o responsabilità. Non sono fatta per amare a metà: o tutto o niente, la vita impone già abbastanza compromessi. Ma con 4.959 amici e 7.096 in attesa di essere accettati, capite che mi sta venendo l’angoscia?
Mi sono accorta che Facebook mi prende troppo tempo. Uno dice: «Che cosa vuoi che sia, mezzoretta al giorno?». Ma non è mai mezz’ora. Alla fine, se vuoi rispondere alla posta e dare un’occhiata agli altri messaggi, come minimo ti parte un’ora. E un’ora al giorno non ce l’ho. Sono ssschiava, come diceva mia madre. Ssschiava del lavoro e della famiglia. Ma famiglia e il lavoro non si possono trascurare. Facebook sì. E quindi adieu, adieu.
Ora nei rari momenti liberi tornerò a leggere un libro. E la mattina, prima di portare i bambini a scuola, innaffierò le piante, o giocherò col gatto, invece di guardare la posta. È stato bello. Breve ma intenso. Nove settimane e mezzo di passione, come nella migliore tradizione dell’amour fou.
Ritroviamo alcuni di questi ragionamenti, concentrandosi sull’eccesso di distrazioni e notifiche, anche nell’elenco di 5 motivi per amare o odiare Facebook compilato da Nemoprincess:
E’ passato un pò di tempo e abbiamo collezionato un bel pò di amici. Possiamo pensare che ora potremmo goderci la nostra rete e i nostri amici facebookiani in tutta tranquillità. E invece no, tranquilli su Facebook non lo si è mai. Perchè anche dopo mesi continueranno ad arrivarvi notifiche su notifiche, messaggi su messaggi, tutto senza fine. Qualcuno desidera essere vostro amico, una banda vi ha attaccato, dovete difendervi, hai un invito al gruppo del caffè del bar sotto casa, è nato il fan club del prof della tua scuola e poi ci sono le cause, aderisci, aderisci, aderisci, peccato però che pur aderendo non cambi nulla! E forse a questo punto Facebook comincerà a star meno simpatico, chissà!
Naturalmente le notifiche via mail si possono disattivare (fatto che molti sembrano ignorare) e se si ignorano gli inviti nessuno ci farà caso. Annunciando il suo abbandono di Facebook, Matteo Ferigo alias Doninside si dichiara infastidito da ben altri aspetti di questo social network:
Io me ne tiro fuori, strano per uno come me vero? Abbandono Facebook, proprio nel momento di sua massima diffusione e moda. Abbandono i miei circa 300 “amici”, abbandono i loro inutili test e quiz, abbandono gli inviti ad eventi assurdi, le iscrizioni ai gruppi del cazzo, l’essere fan di cose che dopo un secondo manco mi ricordo. Lascio i fatti degli altri ai loro legittimi proprietari, e faccio anche in modo che i miei vengano diffusi come-quando-quanto IO voglio. Lascio gli stupidi passatempi e giochini, che mai mi hanno appassionato (ma volete mettere Swapjob con Pet society o biotronic???) Abbandono infastidito anche stupide frasi quali “ho visto su Facebook che…”, “Ci vediamo su Facebook…” oppure “Ma tu hai Facebook? dammi il nome che rimaniamo in contatto…”: frasi che fanno cool, fanno molto “essere 2.0″, fanno molto “social network”… pronunciate da persone che nemmeno sanno cosa voglia dire. E i risultati in effetti si vedono: Facebook è una discarica di inutilità, di non contenuti, di attività che scimmiottano la realtà che esauriscono il loro scopo nel momento stesso che sono state create.
Un abbandono a cui si è portati dal fastidio e dall’esasperazione, ma che porta con sé un importante distinguo:
Non è che odio i social network, anzi li uso parecchio, ma preferisco quelli aperti e dai quali posso avere qualcosa: ad esempio Twitter e Flickr (seguitemi pure li se volete), dai quali ricavo spunti, notizie, fotografie, minchiate. E sono io stesso a decidere la qualità dei miei contenuti, scegliendo chi o cosa seguire senza per forza di cose costringere gli altri a fare lo stesso con me.
E’ questa una delle cose che stufano di più gli ex-utenti (ed anche molti utenti) di Facebook: la scarsa selettività dei contenuti, che fa sì che quel poco di interessante o riferito alle persone care si perda in un marasma di informazioni di minore importanza. Ne era infastidito già diversi mesi fa IndieAndre, che ai tempi si chiedeva se continuare ad usare Facebook oppure no:
Ci sono molti motivi per cui Facebook non mi piace e, in un certo senso, lo vedo davvero come un pericolo per la rete, soprattutto riguardo gli utenti meno 2.0, cioè la maggior parte dei miei amici e conoscenti, quelli che non hanno un blog, non hanno flickr, non consultano wikipedia, quelli quindi che usano la rete per controllare i titoli di repubblica.it e, da poco, per facebook. La mia paura è che facebook diventi una rete nella rete, e che sempre più utenti al posto di collegarsi al web si colleghino direttamente ed esclusivamente a fb. Non credo, come suggerisce il dibattito di questa sera, che fb rosicchi audience ai blog (io credo che solo i bloggers leggano i blog, gli altri, se lo fanno, lo fanno inconsapevolmente o non lo fanno proprio), ma credo che alla lunga possa intorpidire l’utenza sugli sviluppi del web.
Oltre ai contenuti, un’altra cosa che è difficile da filtrare sono i contatti. Facebook mette tutti sullo stesso piano, dall’amico del cuore al maestro di pianoforte della terza media, dove invece siamo tutti inconsciamente abituati nella vita reale a dividere i nostri conoscenti in categorie d’importanza. Lo diceva anche Cory Doctorow, intervistato dai blogger italiani qualche mese fa, che è giusto essere amichevoli con tutti ma non necessariamente amici. Facebook questo non lo permette, e la cosa viene descritta alla perfezione dal blog di Grazia:
Io sono una grande sostenitrice di facebook… mi piace sbirciare nelle vite degli altri e lasciare che gli altri sbircino nella mia. Quel tanto che basta. Credo anche che debba esistere una parte di noi stessi da condividere solo con gli amici veri. Quelli che puoi vedere e abbracciare. Senza dover cliccare da nessuna parte. Quelli che non si limitano al tuo status, ma sanno davvero come ti senti. Perché una cosa so per certa: se gli amici di facebook vi conoscono tanto quanto gli amici reali… io inizierei a preoccuparmi.
Chi non è (ancora?) interessato ad abbandonare Facebook reagisce a questo problema con un minimo di buonsenso. Un ottimo esempio è quello proposto da Luca Sartoni:
Non ce ne andremo perchè i contenuti adesso li decide chi legge, non chi scrive. Se prima era impossibile evitare il rumoreggiante rumoreggiatore nella rumoreggiata chat, adesso posso semplicemente farmi gli affari miei senza aver disturbo alcuno. (…)
Stessa cosa vale per Facebook. Prima uno si iscrive a diecimila gruppi idioti come QUELLI CHE ALMENO UNA VOLTA HANNO VISTO IL CESSO DA UNA PROSPETTIVA DIVERSA poi si lamenta perchè gli arrivano mille mila richieste rompiscatole. Beh sceglietevi meglio gli amici. Se qualcuno è un rompirompi staccategli la spina. Se vi taggano nelle foto e non volete esserci, detaggatevi. Se vi continuano ad importunare chiedetegli di smettere oppure fategli un report. Insomma, difendetevi. Gli strumenti ci sono.
Non è che cambio casa quando mi mettono troppa pubblicità nella buchetta delle lettere.
Anche Sconfinando difende Facebook dalle accuse di chi lo critica o snobba:
Prima era colpa delle chat. Poi delle community. Poi dei blog. Poi dei cellulari. Poi di YouTube. Poi di YouTube e dei cellulari insieme. Adesso tocca a FaceBook. Gran perdita di tempo, dicono. E poi è pericoloso. Si sa mai chi puoi incontrare. Quale lupo si nasconde sotto le mentite spoglie dell’agnello. Voyeurismo, visivo e mentale. Magari domani arriva qualcuno e giurerà che dentro ci sta pure lo dimonio, che ha aperto un suo gruppo e attira millemila adepti al minuto. Francamente, ho un po’ la sensazione che ci sia una buona dose di snobismo in tutto questo bla bla bla, senza rendersi conto che è esattamente come irridere il divertimento altrui, con quel tono di nemmen troppo celata sufficienza con cui si guardan le cose dal sopra in giù. Un sano lasciar vivere senza per forza pontificare no eh?
Soppesati i pro ed i contro, considerate le conseguenze, avvertite le persone a cui si tiene veramente, si può finalmente arrivare alla decisione di lasciare Facebook definitivamente.
La domanda a questo punto è: come fare? Il metodo più diretto (ma non necessariamente indolore) è segnalato da diversi blog, come ad esempio FacebookItalia. Le istruzioni ve le riportiamo qui sotto, ma a vostro rischio e pericolo e senza prendercene assolutamente la responsabilità! Da usare solo se si è assolutamente decisi, e non senza aver prima consultato qualche amico (di quelli veri, non quelli di Facebook!), ecco quindi come fare:
E’ davvero possibile eliminare definitivamente i propri dati da facebook?Si tratta di un argomento che ovviamente è sempre stato molto dibattuto in rete. Per molti blog non ci sono mai state vie d’uscita.
Secondo il buon geekissimo invece si può fare ma solo attraverso un metodo un po’ macchinoso, suddiviso in più step.In realtà esiste un sistema molto più rapido ed efficace.
Chi desidera “sparire” da Facebook per sempre lo può fare semplicemente collegandosi alla seguente pagina: http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=delete_account
Dopo aver cliccato sull’apposito pulsante apparirà una finestra pop up. Il messaggio spiega che il profilo è stato disattivato con successo e che lo stesso verrà permanentemente cancellato entro 14 giorni. Ma con una precisazione importante: se si è sicuri al 100% di voler chiudere il proprio profilo non bisogna assolutamente loggarsi durante la fase di cancellazione. Tale azione infatti riattiverebbe in automatico l’account, rendendo vano il tentativo di abbandonare Facebook.
Se davvero siete arrivati a compiere questo grande passo (che chi scrive, pur facendo uso moderato di Facebook, non farebbe mai e poi mai) ci auguriamo che le motivazioni siano state personali e ben meditate
Biancaneve vuoi dirmi chi è?
Lo sai anche tu c'entra poco con me
forse una strega mi sento semmai
si addice di più lo pensi anche tu
ma guarda questi occhi miei, ti bruciano
senti queste mani mie, ti incendiano.
Giuro che ti mangerei
a morsi ti divorerei,
con molto gusto, amore
giuro che ti abbraccerò
di baci ti soffocherò
per farti mio, amore.
.............Senza te, senza te, senza te,
senza te, ma dove vado, amore?
Lo sai anche tu c'entra poco con me
forse una strega mi sento semmai
si addice di più lo pensi anche tu
ma guarda questi occhi miei, ti bruciano
senti queste mani mie, ti incendiano.
Giuro che ti mangerei
a morsi ti divorerei,
con molto gusto, amore
giuro che ti abbraccerò
di baci ti soffocherò
per farti mio, amore.
.............Senza te, senza te, senza te,
senza te, ma dove vado, amore?
sabato 8 ottobre 2011
"Ho mangiato quasi tutti i giorni, ho dormito quasi tutte le notti, secondo me ho lavorato troppo, non ho avuto abbastanza soddisfazioni né gioie. I Natali e i compleanni sono stati tutti qualsiasi e deludenti. La guerra mi ha lasciato indifferente e lo stesso vale per i cretini che la facevano. Amo le Arti e in particolare il cinema, ritengo che il lavoro sia una necessità come l'evacuazione degli escrementi e che chiunque ami il suo lavoro non sappia vivere. [...] Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica basteranno a fare la mia felicità fino alla mia morte, che un giorno dovrà pure arrivare e che egoisticamente temo. [...]
Ecco tutta la mia avventura. Non è né allegra né triste, è la vita.
Non fisso a lungo il cielo perché quando i miei occhi ritornano al suolo il mondo mi sembra orribile."
da un tema di François Truffaut scritto in riformatorio il 12 marzo 1949 all'età di 17 anni.
Ecco tutta la mia avventura. Non è né allegra né triste, è la vita.
Non fisso a lungo il cielo perché quando i miei occhi ritornano al suolo il mondo mi sembra orribile."
da un tema di François Truffaut scritto in riformatorio il 12 marzo 1949 all'età di 17 anni.
Qualsiasi cosa, del resto, è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità. Tanto tutti finiamo nel mondezzaio della sconfitta: chiamala morte, chiamala errore. Io non son bravo con le parole.
Direi però, dato che tutti ci s'adatta alle circostanze, che certe cose accrescono la tua esperienza, anche se magari non si tratta di saggezza.
È possibile peraltro che uno resti per tutta la vita nell'errore, vivendo in uno stato come d'intontimento o di paura.
Ne avrete viste, di queste facce. Io ho visto la mia
Charles Bukowski
Direi però, dato che tutti ci s'adatta alle circostanze, che certe cose accrescono la tua esperienza, anche se magari non si tratta di saggezza.
È possibile peraltro che uno resti per tutta la vita nell'errore, vivendo in uno stato come d'intontimento o di paura.
Ne avrete viste, di queste facce. Io ho visto la mia
Charles Bukowski
giovedì 6 ottobre 2011
Le parole che non ti ho detto
Amore è guardarlo negli occhi
e capire che ti sta dicendo qualcosa,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,
anche se in realtà non ha detto una parola.
e capire che ti sta dicendo qualcosa,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,
anche se in realtà non ha detto una parola.
mercoledì 5 ottobre 2011
…bisogna stare molto attenti a quello che ci circonda, perché a volte, improvvisamente, qualcosa zucchera la nostra giornata…
Questa che state per sentire non è una canzone, è la voce della neve che si scioglie in acqua pura…
Fuori dalla mia finestra vedo solo macchine veloci, moto impazzite, scooters che si lasciano il traffico alle spalle............Guardo e credo di aver imparato una piccola verità..."che il mondo ti vuole rapido perché tu possa sempre arrivare in orario, ti vuole veloce per ricordare solo il rumore del tuo passaggio"... è per questo che quando ti accorgi che non stai andando da nessuna parte, allora acceleri
…c’è un filo che lega cose apparentemente lontane; alcuni lo chiamano coincidenza, ma è un filo invisibile, beh la canzone che arriva per qualcuno di voi è un filo invisibile…
Tre metri sopra al cielo:qualcuno ha detto che a volare troppo in alto si rischia di farsi male cadendo...può essere. ma quello che ho visto lassù, vale ogni dolore ricevuto precipitando a terra: vale che io sia qui, a vincere i miei giorni tra un ricordo passato e uno sguardo al futuro.
Questa che state per sentire non è una canzone, è la voce della neve che si scioglie in acqua pura…
Fuori dalla mia finestra vedo solo macchine veloci, moto impazzite, scooters che si lasciano il traffico alle spalle............Guardo e credo di aver imparato una piccola verità..."che il mondo ti vuole rapido perché tu possa sempre arrivare in orario, ti vuole veloce per ricordare solo il rumore del tuo passaggio"... è per questo che quando ti accorgi che non stai andando da nessuna parte, allora acceleri
Tre metri sopra al cielo:qualcuno ha detto che a volare troppo in alto si rischia di farsi male cadendo...può essere. ma quello che ho visto lassù, vale ogni dolore ricevuto precipitando a terra: vale che io sia qui, a vincere i miei giorni tra un ricordo passato e uno sguardo al futuro.
Cass era la più giovane e la più bella di 5 sorelle.
Cass era la più bella ragazza di tutta la città.
Mezzindiana, aveva un corpo stranamente flessuoso, focoso era e come di serpente, con due occhi che proprio ci dicevano.
Cass era fuoco fluido in movimento.
Era come uno spirito incastrato in una forma che però non riusciva a contenerlo.
I capelli neri e lunghi, i capelli di seta, si muovevano ondeggiando e vorticando come il corpo volteggiava.
Lo spirito, o alle stelle o giù ai calcagni. Non c'era via di mezzo, per Cass.
C'era anche chi diceva ch'era pazza. Gli imbecilli lo dicevano. Gli imbecilli non potevano capirla.
Charles Bukowski
Cass era la più bella ragazza di tutta la città.
Mezzindiana, aveva un corpo stranamente flessuoso, focoso era e come di serpente, con due occhi che proprio ci dicevano.
Cass era fuoco fluido in movimento.
Era come uno spirito incastrato in una forma che però non riusciva a contenerlo.
I capelli neri e lunghi, i capelli di seta, si muovevano ondeggiando e vorticando come il corpo volteggiava.
Lo spirito, o alle stelle o giù ai calcagni. Non c'era via di mezzo, per Cass.
C'era anche chi diceva ch'era pazza. Gli imbecilli lo dicevano. Gli imbecilli non potevano capirla.
Charles Bukowski
Le persone esistono o esistono per te.
Quando esistono per te si muovono fra le tue cose impaurite o coraggiose, stando attente a non toccare niente, a non scivolare, oppure spaccando tutto e lacerando gli spazi di condivisione con uno squarcio all'anima.
Ma in ogni caso, quando esistono per te, che tu lo voglia o no, ti arredano la mente in modo differente, sia quando entrano dalla porta principale sia quando escono dal retro.
E tu non sarai più uguale.
M.Bisotti
Quando esistono per te si muovono fra le tue cose impaurite o coraggiose, stando attente a non toccare niente, a non scivolare, oppure spaccando tutto e lacerando gli spazi di condivisione con uno squarcio all'anima.
Ma in ogni caso, quando esistono per te, che tu lo voglia o no, ti arredano la mente in modo differente, sia quando entrano dalla porta principale sia quando escono dal retro.
E tu non sarai più uguale.
M.Bisotti
La miglior cosa che ti può capitare nella vita è d'incontrare qualcuno che conosca a memoria tutti i tuoi errori, le tue mancanze, i tuoi passi falsi, i tuoi difetti e le tue debolezze e che tuttavia continui a pensare che tu sia completamente incredibile così...........................................................................
Massimo Bisotti
Le parole .........contano
dille piano
tante volte rimangono
fanno male, anche se dette per rabbia
si ricordano.
Le parole quante volte rimangono
le parole feriscono
le parole ti cambiano
Le parole mordono ...........hanno fame
come i cani ti ringhiano
dentro il cuore fanno male
e si insinuano
ti consumano
ti divorano.
Le parole fanno danni invisibili
dille piano
tante volte rimangono
fanno male, anche se dette per rabbia
si ricordano.
Le parole quante volte rimangono
le parole feriscono
le parole ti cambiano
Le parole mordono ...........hanno fame
come i cani ti ringhiano
dentro il cuore fanno male
e si insinuano
ti consumano
ti divorano.
Le parole fanno danni invisibili
martedì 4 ottobre 2011
La rincorsa incessante alla ricchezza non produce nient'altro che il distacco dell'uomo dalla sua umanità: la capacità di amare, di stringere rapporti profondi e duraturi, di condividere esperienze e sentimenti con altri uomini.
Come al solito i geni non fanno o dicono una cosa meglio degli altri.....
la dicono o la creano per primi............
Come al solito i geni non fanno o dicono una cosa meglio degli altri.....
la dicono o la creano per primi............
...ci sono spazi distanti...
...e movimenti lenti...negli attimi importanti dell'Amore
...le mie mani, silenziosi alianti
tagliano l'aria dei nostri respiri
mentre i sentimenti..come centenari ulivi...
mettono radici nel mio cuore.................
Tu sì na' cosa Grande http://www.youtube.com/embed/nrbwk0FOU0M
...e movimenti lenti...negli attimi importanti dell'Amore
...le mie mani, silenziosi alianti
tagliano l'aria dei nostri respiri
mentre i sentimenti..come centenari ulivi...
mettono radici nel mio cuore.................
Tu sì na' cosa Grande http://www.youtube.com/embed/nrbwk0FOU0M
Bisogna scrivere sotto la pelle. Bisogna che parole d'amore si fondano con i nervi, che frasi luminose ci illuminino l'encefalo come fuochi d'artificio, che storie d'avventura ci infettino il sistema nervoso e lo stomaco. In una università americana hanno insegnato a scrivere a un macacus resusu; con le sue mani tozze e maldestre ha vergato con fatica su un foglio una sola parola: banana.
Io ogni giorno scrivo banana.
Io scrivo poco, perché scrivendo tanto sbaglio
Io ogni giorno scrivo banana.
Io scrivo poco, perché scrivendo tanto sbaglio
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