Chi non conosce Facebook? Ormai quasi nessuno visto il successo a livello planetario. Ma, a quanto sembra, iniziano a essere in molti a non aver mai voluto conoscerlo. Qualcuno ha anche commentato:”maledetto il giorno che ne ho sentito parlare!”. Sono tutte le “vittime” della gelosia scatenata principalmente dalla visione di foto, per così dire, sospette di ex-fidanzate ed ex-fidanzati del proprio attuale partner che appaiono in bella mostra nella pagina personale.
Tutto questo basta per scatenare dubbi, sospetti, gelosie che mettono a serio rischio il rapporto.
È successo a molti. L’ultimo episodio di cui si è a conoscenza è quello che ha coinvolto la studentessa americana Alice Kellgren-Connors che è stata “beccata” dal suo attuale fidanzato apparire in una foto con un altro uomo. Stando a quanto da lei dichiarato, era solo un amico… che però la stava baciando sulla guancia. Tanto è bastato per scatenare il sospetto. I due si sono incontrati per discutere della cosa e anche se dichiarano di avere fiducia reciproca, ora lui è sempre sul chi vive e tormentato dal dubbio. Un’altra coppia poi si è divisa dopo che lei ha scoperto che il suo ragazzo nel profilo personale su Facebook aveva scritto “single”. Ma gli episodi riportati dalla stampa internazionale sono ormai moltissimi. Il Social network è diventato non solo una “copertina” per se stessi, ma anche un modo per ritrovare vecchie amicizie, compagni di scuola o di
lavoro ma, ahimè, come accennato, anche vecchie fiamme e persone che cercano di attaccare bottone, non tutte animate da buone intenzioni.
Secondo la dr.ssa Amy Muise, del dipartimento di psicologia dell’Università di Guelph in Canada, Facebook pare abbia il potere di scatenare la gelosia anche quando questa non c’era prima. Proprio per suffragare queste sue ipotesi, la dr.ssa Muise ha condotto uno studio in cui ha coinvolto 308 studenti – di cui tre quarti femmine – tutti iscritti a Facebook, per vedere l’impatto del Social network sui rapporti. Così, alla fine, non sono solo le foto di “ex” a scatenare i sospetti e le gelosie, ma anche i commenti (a volte “pesanti” e insinuatori), le richieste d’amicizia, gli inviti… e poi anche il fatto che tutti sanno tutto di tutti. E allora via a comportamenti che mai ci si sarebbe sognati di adottare: s’inizia a tenere d’occhio in tutti i modi il/la partner, si sfogliano le pagine e si cercano tutti i link per trovare informazioni che confermino o smentiscano eventuali sospetti.
Insomma, da aggregatore, il Social network potrebbe trasformarsi suo malgrado in separatore. Lo studio è stato pubblicato su “CyberPsychology & Behaviour”.
Fonte:http://www.odiofacebook.net/amore/17-08-2009/facebook-causa-di-flirt-e-liti.html#more-495
L’ultima moda di Facebook? Abbandonare Facebook
E’ ancora il social network più usato d’Italia (e del mondo), ma c’è già chi se ne sta tirando fuori. Lasciare Facebook può sembrare un gesto di puro snobismo, ma i motivi sono spesso ben diversi
Che l’esplosione di
Facebook sia solo una faccenda temporanea e che presto o tardi verrà sostituito da qualcosa di più nuovo (com’è già successo negli ultimi anni a
MySpace, Friendster e compagnia bella)
non è un segreto per nessuno. Anzi, fa parte del gioco e c’è sempre una killer application pronta a scalzarne un’altra dal trono.
Per ora da noi (e nel resto d’Europa e USA) il social network di
Mark Zuckerberg va ancora alla grande, ma forse è proprio a causa di questo enorme successo che ci sono molte
voci avverse.
Non stiamo parlando di chi si preoccupa per l’annoso problema della
privacy (ne abbiamo parlato ad esempio
qui) o di chi si scandalizza per i
gruppi razzisti o pro-mafia, ma di
chi semplicemente si tira fuori da Facebook perché non ce la fa più.
Troppi contatti che, invece di essere amici, sono – se va bene – vaghe conoscenze;
troppi inviti a eventi o gruppi che intasano la casella di posta elettronica. E qualche volta, impossibile escluderlo, quel
pizzico di snobismo che può venire naturale quando si decide di uscire dal sito più popolato – e proprio per questo
meno esclusivo – d’Italia.
Paradossalmente Facebook è talmente “in” che cancellare definitivamente il proprio profilo diventa ancora più “in”.
In compenso c’è anche chi si professa nemico di Facebook fin dalla prima ora e per questo non si è mai sognato di creare
un proprio profilo utente: esiste addirittura il blog Odio Facebook, che riporta notizie sui
possibili danni creati da un utilizzo negativo del
social network o dallo strapotere di chi lo gestisce.
Fra le varie testimonianze online di chi ha già abbandonato Facebook sono in pochi, però, a dichiarare di averlo fatto
per principio: la motivazione principale è spesso la
perdita di tempo che esso genera. Riassume bene questo concetto una persona che di tempo libero deve averne ben poco, ovvero
Daria Bignardi, che sul suo blog scrive:
Addio, cari amici di Facebook: vi voglio bene, ma vi devo lasciare
Addio monti, non ce la faccio più. Devo lasciarvi, forse ci rivedremo di tanto in tanto, ma senza impegno, senza promesse o responsabilità. Non sono fatta per amare a metà: o tutto o niente, la vita impone già abbastanza compromessi. Ma con 4.959 amici e 7.096 in attesa di essere accettati, capite che mi sta venendo l’angoscia?
Mi sono accorta che Facebook mi prende troppo tempo. Uno dice: «Che cosa vuoi che sia, mezzoretta al giorno?». Ma non è mai mezz’ora. Alla fine, se vuoi rispondere alla posta e dare un’occhiata agli altri messaggi, come minimo ti parte un’ora. E un’ora al giorno non ce l’ho. Sono ssschiava, come diceva mia madre. Ssschiava del lavoro e della famiglia. Ma famiglia e il lavoro non si possono trascurare. Facebook sì. E quindi adieu, adieu.
Ora nei rari momenti liberi tornerò a leggere un libro. E la mattina, prima di portare i bambini a scuola, innaffierò le piante, o giocherò col gatto, invece di guardare la posta. È stato bello. Breve ma intenso. Nove settimane e mezzo di passione, come nella migliore tradizione dell’amour fou.
Ritroviamo alcuni di questi ragionamenti, concentrandosi sull’eccesso di distrazioni e notifiche, anche nell’elenco di
5 motivi per amare o odiare Facebook compilato da
Nemoprincess:
E’ passato un pò di tempo e abbiamo collezionato un bel pò di amici. Possiamo pensare che ora potremmo goderci la nostra rete e i nostri amici facebookiani in tutta tranquillità. E invece no, tranquilli su Facebook non lo si è mai. Perchè anche dopo mesi continueranno ad arrivarvi notifiche su notifiche, messaggi su messaggi, tutto senza fine. Qualcuno desidera essere vostro amico, una banda vi ha attaccato, dovete difendervi, hai un invito al gruppo del caffè del bar sotto casa, è nato il fan club del prof della tua scuola e poi ci sono le cause, aderisci, aderisci, aderisci, peccato però che pur aderendo non cambi nulla! E forse a questo punto Facebook comincerà a star meno simpatico, chissà!
Naturalmente
le notifiche via mail si possono disattivare (fatto che molti sembrano ignorare) e se si ignorano gli inviti nessuno ci farà caso. Annunciando il suo abbandono di Facebook, Matteo Ferigo alias
Doninside si dichiara infastidito da
ben altri aspetti di questo social network:
Io me ne tiro fuori, strano per uno come me vero? Abbandono Facebook, proprio nel momento di sua massima diffusione e moda. Abbandono i miei circa 300 “amici”, abbandono i loro inutili test e quiz, abbandono gli inviti ad eventi assurdi, le iscrizioni ai gruppi del cazzo, l’essere fan di cose che dopo un secondo manco mi ricordo. Lascio i fatti degli altri ai loro legittimi proprietari, e faccio anche in modo che i miei vengano diffusi come-quando-quanto IO voglio. Lascio gli stupidi passatempi e giochini, che mai mi hanno appassionato (ma volete mettere Swapjob con Pet society o biotronic???)
Abbandono infastidito anche stupide frasi quali “ho visto su Facebook che…”, “Ci vediamo su Facebook…” oppure “Ma tu hai Facebook? dammi il nome che rimaniamo in contatto…”: frasi che fanno cool, fanno molto “essere 2.0″, fanno molto “social network”… pronunciate da persone che nemmeno sanno cosa voglia dire. E i risultati in effetti si vedono: Facebook è una discarica di inutilità, di non contenuti, di attività che scimmiottano la realtà che esauriscono il loro scopo nel momento stesso che sono state create.
Un abbandono a cui si è portati dal fastidio e dall’esasperazione, ma che porta con sé un importante distinguo:
Non è che odio i social network, anzi li uso parecchio, ma preferisco quelli aperti e dai quali posso avere qualcosa: ad esempio Twitter e Flickr (seguitemi pure li se volete), dai quali ricavo spunti, notizie, fotografie, minchiate. E sono io stesso a decidere la qualità dei miei contenuti, scegliendo chi o cosa seguire senza per forza di cose costringere gli altri a fare lo stesso con me.
E’ questa una delle cose che stufano di più gli ex-utenti (ed anche molti utenti) di Facebook: la
scarsa selettività dei contenuti, che fa sì che quel poco di interessante o riferito alle persone care si perda in un
marasma di informazioni di minore importanza. Ne era infastidito già diversi mesi fa
IndieAndre, che ai tempi
si chiedeva se continuare ad usare Facebook oppure no:
Ci sono molti motivi per cui Facebook non mi piace e, in un certo senso, lo vedo davvero come un pericolo per la rete, soprattutto riguardo gli utenti meno 2.0, cioè la maggior parte dei miei amici e conoscenti, quelli che non hanno un blog, non hanno flickr, non consultano wikipedia, quelli quindi che usano la rete per controllare i titoli di repubblica.it e, da poco, per facebook. La mia paura è che facebook diventi una rete nella rete, e che sempre più utenti al posto di collegarsi al web si colleghino direttamente ed esclusivamente a fb. Non credo, come suggerisce il dibattito di questa sera, che fb rosicchi audience ai blog (io credo che solo i bloggers leggano i blog, gli altri, se lo fanno, lo fanno inconsapevolmente o non lo fanno proprio), ma credo che alla lunga possa intorpidire l’utenza sugli sviluppi del web.
Oltre ai contenuti,
un’altra cosa che è difficile da filtrare sono i contatti. Facebook mette tutti sullo stesso piano, dall’amico del cuore al maestro di pianoforte della terza media, dove invece siamo tutti inconsciamente abituati nella vita reale a
dividere i nostri conoscenti in categorie d’importanza. Lo diceva anche
Cory Doctorow, intervistato dai blogger italiani
qualche mese fa, che è giusto essere
amichevoli con tutti ma non necessariamente amici. Facebook questo non lo permette, e la cosa viene descritta alla perfezione dal blog di
Grazia:
Io sono una grande sostenitrice di facebook… mi piace sbirciare nelle vite degli altri e lasciare che gli altri sbircino nella mia. Quel tanto che basta. Credo anche che debba esistere una parte di noi stessi da condividere solo con gli amici veri. Quelli che puoi vedere e abbracciare. Senza dover cliccare da nessuna parte. Quelli che non si limitano al tuo status, ma sanno davvero come ti senti. Perché una cosa so per certa: se gli amici di facebook vi conoscono tanto quanto gli amici reali… io inizierei a preoccuparmi.
Chi non è (ancora?) interessato ad abbandonare Facebook reagisce a questo problema con
un minimo di buonsenso. Un ottimo esempio è quello proposto da
Luca Sartoni:
Non ce ne andremo perchè i contenuti adesso li decide chi legge, non chi scrive. Se prima era impossibile evitare il rumoreggiante rumoreggiatore nella rumoreggiata chat, adesso posso semplicemente farmi gli affari miei senza aver disturbo alcuno. (…)
Stessa cosa vale per Facebook. Prima uno si iscrive a diecimila gruppi idioti come QUELLI CHE ALMENO UNA VOLTA HANNO VISTO IL CESSO DA UNA PROSPETTIVA DIVERSA poi si lamenta perchè gli arrivano mille mila richieste rompiscatole. Beh sceglietevi meglio gli amici. Se qualcuno è un rompirompi staccategli la spina. Se vi taggano nelle foto e non volete esserci, detaggatevi. Se vi continuano ad importunare chiedetegli di smettere oppure fategli un report. Insomma, difendetevi. Gli strumenti ci sono.
Non è che cambio casa quando mi mettono troppa pubblicità nella buchetta delle lettere.
Anche
Sconfinando difende Facebook dalle accuse di chi lo critica o snobba:
Prima era colpa delle chat. Poi delle community. Poi dei blog. Poi dei cellulari. Poi di YouTube. Poi di YouTube e dei cellulari insieme. Adesso tocca a FaceBook. Gran perdita di tempo, dicono. E poi è pericoloso. Si sa mai chi puoi incontrare. Quale lupo si nasconde sotto le mentite spoglie dell’agnello. Voyeurismo, visivo e mentale. Magari domani arriva qualcuno e giurerà che dentro ci sta pure lo dimonio, che ha aperto un suo gruppo e attira millemila adepti al minuto. Francamente, ho un po’ la sensazione che ci sia una buona dose di snobismo in tutto questo bla bla bla, senza rendersi conto che è esattamente come irridere il divertimento altrui, con quel tono di nemmen troppo celata sufficienza con cui si guardan le cose dal sopra in giù. Un sano lasciar vivere senza per forza pontificare no eh?
Soppesati i pro ed i contro, considerate le conseguenze, avvertite le persone a cui si tiene veramente, si può finalmente arrivare alla decisione di lasciare Facebook definitivamente.
La domanda a questo punto è:
come fare? Il metodo più diretto (ma non necessariamente indolore) è segnalato da diversi blog, come ad esempio
FacebookItalia. Le istruzioni ve le riportiamo qui sotto, ma
a vostro rischio e pericolo e senza prendercene assolutamente la responsabilità! Da usare solo se si è assolutamente decisi, e non senza aver prima consultato qualche amico (di quelli veri, non quelli di Facebook!), ecco quindi come fare:
E’ davvero possibile eliminare definitivamente i propri dati da facebook?Si tratta di un argomento che ovviamente è sempre stato molto dibattuto in rete. Per molti blog non ci sono mai state vie d’uscita.
Secondo il buon geekissimo invece si può fare ma solo attraverso un metodo un po’ macchinoso, suddiviso in più step.In realtà esiste un sistema molto più rapido ed efficace.
Chi desidera “sparire” da Facebook per sempre lo può fare semplicemente collegandosi alla seguente pagina: http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=delete_account
Dopo aver cliccato sull’apposito pulsante apparirà una finestra pop up. Il messaggio spiega che il profilo è stato disattivato con successo e che lo stesso verrà permanentemente cancellato entro 14 giorni. Ma con una precisazione importante: se si è sicuri al 100% di voler chiudere il proprio profilo non bisogna assolutamente loggarsi durante la fase di cancellazione. Tale azione infatti riattiverebbe in automatico l’account, rendendo vano il tentativo di abbandonare Facebook.
Se davvero siete arrivati a compiere questo grande passo (che chi scrive, pur facendo uso moderato di Facebook, non farebbe mai e poi mai) ci auguriamo che le motivazioni siano state personali e ben meditate