Ubriachiamoci di Vita







Non fu l'Amore, No.....

Furono i Sensi, nati pel culto del Sogno

E l'atto rapido, inconsulto, ci parve fonte di Misteri Immensi



Quando saremo due

saremo veglia e sonno

affonderemo nella stessa polpa

come dente di latte ed il suo secondo

saremo due come le acque

le dolci e le salate

come i cieli, del giorno e della notte

due come sono i piedi, gli occhi, i reni

come i tempi del battito

i colpi del respiro

Quando saremo due non avremo metà

saremo un due che non si può dividere con niente

Quando saremo due,

nessuno sarà uno

uno sarà l'uguale di nessuno

e l'unità consisterà nel due

Quando saremo due

cambierà nome pure l'universo

diventerà diverso

martedì 7 dicembre 2010





Così dunque, aspettando, rivedeva nella memoria quel giorno lontano.....rivedeva tutti i gesti....riudiva tutte le parole




Quale amante non ha mai provato questo inesprimibile gaudio, in cui par quasi che la potenza sensitiva del tatto si affini così, da avere la sensazione senza l'immediata materialità del contatto.............







La parola è una cosa profonda..............



pensava con una specie d'ebrietà...............



poichè la musica gli aumentava l'eccitamento


Le sfiorò l'omero con le dita............


.........e sentiva che ella rabbrividiva






Ella amerà le cose che io amo......







Si mise a coprirla di baci rapidi e leggeri

quella mano che ardeva

quel polso che batteva forte


Volgeva la mano sotto la bocca di lui


per sentire i baci sulla palma,


sul dosso, tra le dita

intorno al polso,

su tutte le vene...

in tutti i pori........




Una felicità piena, obliosa, libera, sempre novella, tenne ambedue, dopo d'allora

La passione li avvolse e li fece incuranti di tutto ciò: che per ambedue non fosse

un godimento immediato.........................



Ambedue, mirabilmente formati, nello spirito e nel corpo, all'esercizio di tutti i più alti e più rari diletti, ricercavano, senza tregua, il Sommo, l'Insuperabile, l'Inarrivabile, e giungevano così oltre, che talvolta un'oscura inquietudine li prendeva, pur nel colmo dell'oblio, quasi una voce d'ammonimento salisse dal fondo dell'essere loro, ad avvertirli d'un ignoto castigo, d'un termine prossimo.


Dalla stanchezza medesima il desiderio risorgeva più sottile,
più temerario, più imprudente ......



Come più s'inebriavano,

la Chimera del loro cuore s'ingigantiva,

s'agitava, generava nuovi sogni


Parevano non trovare riposo che

nello sforzo,

come la fiamma non trova la vita

che nella combustione


Talvolta l'Anima, sotto l'influsso dei desideri, per un singolare fenomeno d'allucinazione,

produceva l'immagine ingannevole d'una esistenza più larga, più libera, più forte,

"oltrepiacente", ed essi vi s'immergevano, vi godevano, vi respiravano....come in una loro

atmosfera natale.

Le finezze e le delicatezze del sentimento e dell'immaginazione succedevano agli eccessi della

sensualità..............



Ambedue non avevano alcun ritegno alle mutue prodigalità della carne e dello spirito....


Provavano una gioia indicibile a lacerare tutti i veli, a palesare tuttii segreti, a violare tutti i

misteri, a possedersi fin nel profondo, a penetrarsi, a mescolarsi, a comporre un essere solo




"Che strano Amore" - diceva Elena - "Mi sarei data a te' la sera stessa ch'io ti vidi"


Ella ne provava una specie d'orgoglio.



E l'Amante diceva: "Quando udii, quella sera, annunziare il mio nome accanto al


tuo, su la soglia, ebbi, non so perchè, la certezza che la mia vita era

legata alla tua, per sempre!"




TU sei il mio mondo, o Roma! .... per ascoltare insieme la fuga degli attimi

ed il battito di quel cuore

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