Così dunque, aspettando, rivedeva nella memoria quel giorno lontano.....rivedeva tutti i gesti....riudiva tutte le parole
Quale amante non ha mai provato questo inesprimibile gaudio, in cui par quasi che la potenza sensitiva del tatto si affini così, da avere la sensazione senza l'immediata materialità del contatto.............
La parola è una cosa profonda..............
pensava con una specie d'ebrietà...............
poichè la musica gli aumentava l'eccitamento
Le sfiorò l'omero con le dita............
.........e sentiva che ella rabbrividiva
Ella amerà le cose che io amo......

Si mise a coprirla di baci rapidi e leggeri
quella mano che ardeva
quel polso che batteva forte
Volgeva la mano sotto la bocca di lui
per sentire i baci sulla palma,
sul dosso, tra le dita
intorno al polso,
su tutte le vene...
in tutti i pori........
Una felicità piena, obliosa, libera, sempre novella, tenne ambedue, dopo d'allora
La passione li avvolse e li fece incuranti di tutto ciò: che per ambedue non fosse
un godimento immediato.........................
Ambedue, mirabilmente formati, nello spirito e nel corpo, all'esercizio di tutti i più alti e più rari diletti, ricercavano, senza tregua, il Sommo, l'Insuperabile, l'Inarrivabile, e giungevano così oltre, che talvolta un'oscura inquietudine li prendeva, pur nel colmo dell'oblio, quasi una voce d'ammonimento salisse dal fondo dell'essere loro, ad avvertirli d'un ignoto castigo, d'un termine prossimo.
Dalla stanchezza medesima il desiderio risorgeva più sottile,
più temerario, più imprudente ......
Come più s'inebriavano,
la Chimera del loro cuore s'ingigantiva,
s'agitava, generava nuovi sogni
Parevano non trovare riposo che
nello sforzo,
come la fiamma non trova la vita
che nella combustione
Talvolta l'Anima, sotto l'influsso dei desideri, per un singolare fenomeno d'allucinazione,
produceva l'immagine ingannevole d'una esistenza più larga, più libera, più forte,
"oltrepiacente", ed essi vi s'immergevano, vi godevano, vi respiravano....come in una loro
atmosfera natale.
Le finezze e le delicatezze del sentimento e dell'immaginazione succedevano agli eccessi della
sensualità..............
Ambedue non avevano alcun ritegno alle mutue prodigalità della carne e dello spirito....
Provavano una gioia indicibile a lacerare tutti i veli, a palesare tuttii segreti, a violare tutti i
misteri, a possedersi fin nel profondo, a penetrarsi, a mescolarsi, a comporre un essere solo
"Che strano Amore" - diceva Elena - "Mi sarei data a te' la sera stessa ch'io ti vidi"
Ella ne provava una specie d'orgoglio.
E l'Amante diceva: "Quando udii, quella sera, annunziare il mio nome accanto al
tuo, su la soglia, ebbi, non so perchè, la certezza che la mia vita era
legata alla tua, per sempre!"
TU sei il mio mondo, o Roma! .... per ascoltare insieme la fuga degli attimi
ed il battito di quel cuore
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